Nei cibi, i veri nemici del colesterolo sono i grassi saturi

Nei cibi, i veri nemici del colesterolo sono i grassi saturi
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Nel corso degli anni, abbiamo sentito molto su come mantenere il nostro livello di colesterolo entro livelli ottimali (Colesterolo totale inferiore a 200, HDL maggiore di 39 per gli uomini e maggiore di 45 per le donne, LDL inferiore a 130)  e sulla necessità di tenere d’occhio anche il colesterolo presente nel cibo.

Ecco perché molte persone hanno limitato il colesterolo ottenuto da fonti alimentari a 300 milligrammi al giorno (per un confronto, un tuorlo d’uovo contiene circa 184 milligrammi).

Ma molti esperti hanno concluso che concentrarsi sul colesterolo nel cibo è meno importante rispetto ad altri parametri alimentari.

Lo studio

È stato creduto per anni che il colesterolo nel cibo svolgesse un ruolo significativo nei livelli di colesterolo malsano, ma una ricerca più recente ha scoperto che il colesterolo alimentare ha un impatto negativo più piccolo sul colesterolo del sangue (sangue) rispetto a quello che gli esperti pensavano.

Un recente studio pubblicato nell’American Journal of Clinical Nutrition, che ha seguito 1000 uomini per circa 21 anni, ha scoperto che mangiare uova tutti i giorni non aumenta il rischio per malattie coronariche.

E fissando limiti su alcuni alimenti ad alto contenuto di colesterolo, le persone potrebbero perdere alcune importanti sostanze nutritive, afferma Sandra Procter, un assistente nel dipartimento di cibo, nutrizione, dietetica e salute alla Kansas State University a Manhattan. “Le uova contengono luteina e colina, che sono nutrienti molto importanti per la salute degli occhi e nella gravidanza“, ha dichiarato.

Un’altra sostanza invece, un grasso saturo, trovata negli alimenti come la carne rossa grassa, il burro, la pelle del pollame e molti alimenti cotti e fritti sembra avere un effetto maggiore sul colesterolo nel sangue rispetto al colesterolo nel cibo.

Alcune linee guida

È per questo che le nuove linee guida alimentari per gli americani, emesse verso la fine del 2015, non raccomandano più un’assunzione di colesterolo massimo. Al contrario, le linee guida si concentrano sul grasso saturo e consigliano di mantenere la quantità di grassi saturi che si mangiano entro il 10 per cento delle calorie giornaliere totali. Si noti che il colesterolo si trova solo nei prodotti animali, mentre le uova, l’aragosta e il gambero, hanno elevati livello di colesterolo ma bassa percentuale di  grassi saturi.

Linee guida in Italia

In Italia le linee guida per una corretta alimentazione, suggerite dall’Humanitas prevedono:

  • Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. Consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
  • Largo a frutta e vegetali, non dimenticando di inserire nel menù quotidiano 2-3 porzioni di verdure e 2 di frutta.
  • Il pesce è il benvenuto. Il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Mentre il consumo di molluschi e crostacei, non deve essere superiore a una volta la settimana.
  • I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Da evitare, quindi, burro, lardo e strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva.
  • Quanto ai metodi di cottura vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti – come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura al microonde o la grigliatura – e scoraggiato l’impiego della frittura in padella o nella friggitrice.

In sostanza è bene ricordare una regola di base: Meno grassi è meglio!

 

Fonte:

https://www.consumerreports.org/diet-nutrition/cholesterol-in-food/

 

 

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