C’è un legame tra la scarsa qualità del sonno e le malattie cardiovascolari?

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Lo studio, condotto dal dottor Nobuo Sasaki, ricercatore principale dell’Hiroshima Atomic Bomb Casualty Council, (Giappone) ha indagato l’associazione tra i disturbi del sonno e le malattie cardiovascolari.

La ricerca

Lo studio ha incluso un campione di 12.876 residenti di Hiroshima tra uomini e donne di età media 68 anni. Di questi, 773 pazienti avevano una storia di cardiopatia ischemica (infarto miocardico e/o angina), 560 pazienti avevano una storia di ictus (infarto emorragico intracranico e/o cerebrale) e 11.543 non avevano malattie cardiovascolari. I pazienti con entrambe le malattie cardiache ischemiche e ictus o un altro tipo di malattia cardiovascolare, sono stati esclusi dallo studio.

Come sono state valutate le abitudini del sonno?

Le abitudini del sonno sono state valutate con il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), un questionario di auto-segnalazione che valuta sette parametri:

  1. la qualità del sonno soggettiva,
  2. la lunghezza del sonno,
  3. la durata del sonno breve,
  4. l’efficienza del sonno,
  5. la difficoltà a mantenere il sonno,
  6. l’uso di pillole per dormire,
  7. disfunzione diurna.

Ad ogni voce è stato assegnato un punteggio da 0 a 3, per definire il grado di  disturbo del sonno

La somma dei sette punteggi è stata utilizzata per calcolare il punteggio globale PSQI che variava da 0 a 21. Punteggi più alti indicavano una qualità del sonno peggiore ed  è stato definito come “sonno povero” un punteggio globale di PSQI ≥ 6.

Il “sonno povero” si è verificato rispettivamente nel 52% nei pazienti con malattie cardiache ischemiche, nel 48% in quelli con ictus e nel 37% in coloro che non avevano nessuna malattia cardiovascolare.

I risultati

Il “sonno povero” era significativamente associato a malattie cardiache ischemiche e ictus. L’analisi ha rivelato che la qualità soggettiva del sonno (1), la lunghezza del sonno (2), l’efficienza del sonno (4) e l’uso di pillole (6) erano significativamente associate sia a malattie cardiache ischemiche sia a ictus. La difficoltà di mantenere il sonno (5), la breve durata del sonno (3) e la disfunzione diurna (7) sono stati associati solo alla malattia ischemica .

Le considerazioni

Il dottor Sasaki ha dichiarato: “La percentuale di persone che soffrono di disturbi del sonno è di circa 1,5 volte più alta nei pazienti con malattia cardiaca ischemica o ictus rispetto a quelli senza storia di malattie cardiovascolari“.

“È interessante notare che solo i pazienti con malattia cardiaca ischemica hanno riportato difficoltà a mantenere il sonno e la durata del sonno breve“, ha proseguito. “La difficoltà a mantenere il sonno riflette un aumento della frammentazione del sonno, che si riferisce a brevi momenti di risveglio e causa l’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico e dell’asse adrenocorticale” .

Le conclusioni

Il dottor Sasaki ha concluso: “I nostri risultati supportano l’ipotesi che la cattiva qualità del sonno può portare a malattie cardiovascolari. Il sonno povero nei pazienti con malattia cardiaca ischemica può essere caratterizzato da sonni più brevi e brevi momenti di risveglio“.

Fonte:

https://www.escardio.org/The-ESC/Press-Office/Press-releases/Poor-sleep-is-associated-with-ischaemic-heart-disease-and-stroke