Colesterolo cattivo? Chiamate il superbroccolo!

1
185
Colesterolo cattivo? Chiamate il superbroccolo!

Una dieta ricca di ortaggi cruciferi come i broccoli fa bene. Ancora di più se si tratta di un “superbroccolo”.

Conosciuto con il nome di Beneforté, è stato prodotto e commercializzato in Inghilterra: è un esemplare simile in tutto e per tutto a quelli tradizionali, ma modificato geneticamente per produrre un’elevata quantità di glucofaranina. Questa sostanza, presente in una concentrazione superiore di due-tre volte rispetto al broccolo comune, si trasforma in sulforafano a contatto con la flora intestinale. Dotato di attività antinfiammatoria, secondo alcune ricerche potrebbe anche svolgere un’azione antitumorale.

Broccoli per ridurre il colesterolo

Non solo. Da un recente studio, svolto presso l’Institute of Food Research di Norwich, nel Regno Unito, è emerso che la glucofaranina possiede un’azione positiva anche nella riduzione del colesterolo LDL nel sangue. Un’elevata quantità di colesterolo LDL, considerato la frazione cattiva degli acidi grassi presenti in circolo nel nostro organismo, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari come infarto o ictus. La sua riduzione è quindi una forma di prevenzione importante contro queste patologie.

Geneticamente modificato e non il colesterolo scende

Circa 130 persone, a rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare e di età compresa tra i 50 e i 76 anni, sono state reclutate nello studio inglese con l’obiettivo di confrontare gli effetti sui lipidi presenti nel sangue di un’alimentazione ricca di broccoli tradizionali, rispetto a una dieta con i Beneforté. Il risultato è che consumare questo ortaggio, sia tradizionale che geneticamente modificato, porta a una riduzione del colesterolo LDL. Grazie all’elevata presenza di glucofaranina, i superbroccoli riducono i livelli di colesterolo cattivo molto di più, rispetto a quanto avviene con le piante tradizionali, caratterizzate da quantità inferiori di questa sostanza.

Sono necessarie ricerche più approfondite per comprendere il meccanismo con cui agisce la glucofaranina sui lipidi e per analizzare altre sostanze presenti in questo alimento, che potrebbero essere utili nel controllo del colesterolo. Senza contare le fibre, presenti in egual misura sia nei broccoli tradizionali che in quelli Beneforté, che secondo i ricercatori inglesi potrebbero ricoprire un ruolo nella riduzione dei lipidi in circolo.

Attenzione a come cucinarlo

In poche parole, il broccolo, geneticamente modificato e non, rappresenta una piccola miniera d’oro naturale contro diverse malattie. Ma attenzione a come cucinarlo: meglio gustarlo crudo, saltato in padella o leggermente bollito. Solo in questi casi, infatti, mantiene intatte le sue caratteristiche nutrizionali.

Dott.ssa Martina Laccisaglia
Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

Fonte:

Charlotte N. Armah et al. Diet rich in high glucoraphanin broccoli reduces plasma LDL cholesterol: Evidence from randomised controlled trials. Mol. Nutr. Food Res. 2015, 59, 918–926

1 commento

Comments are closed.