La migliore colazione: la farina d’avena riduce il colesterolo e non solo

La migliore colazione: la farina d’avena riduce il colesterolo e non solo
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Mangiare una ciotola di farina d’avena ogni mattina a colazione potrebbe essere l’inizio più sano del giorno. Ecco cosa ha scoperto un nuovo studio.

La farina d’avena ed i suoi benefici per la salute 

I benefici per la salute della farina d’avena sono stati riconosciuti dalla FDA, la Food and Drug Administration, che ha permesso al produttore di inserire le indicazioni sulla salute sugli imballaggi dal 1997.

Negli ultimi 10 anni da allora, ogni studio ha confermato i suoi benefici. Non solo, oggi i ricercatori ritengono che le capacità della farina d’avena come agente per abbassare il colesterolo siano persino più forti di quanto suggerito dalla ricerca precedente.

A guidare l’ultima recensione c’è il Dott. James W Anderson, professore di medicina e nutrizione clinica presso il College of Medicine della Kentucky University.

Farina d’avena contro il colesterolo, le considerazioni 

James W Anderson spiega: “I prodotti integrali come la farina d’avena sono tra i migliori alimenti che si possono mangiare per migliorare i livelli di colesterolo, oltre ad altre scelte di stile di vita”.

Ogni studio da lui esaminato ha concluso che i livelli di colesterolo totale si sono ridotti mangiando l’avena e che LDL (lipoproteine a bassa densità o colesterolo “cattivo”) si è ridotto senza ridurre i livelli di HDL (lipoproteine ad alta densità o “buoni”).

Non solo, altri benefici dell’avena per il cuore

Altre recensioni hanno anche scoperto che mangiare la farina d’avena può ridurre le probabilità di avere la pressione alta, diabete di tipo II e aumento di peso. La farina d’avena contiene anche composti unici e semplici che possono proteggere contro l’indurimento prematuro delle arterie o l’aterosclerosi.

Anderson conclude: “Le scelte di stile di vita come la dieta dovrebbero essere la terapia primaria per la maggior parte dei pazienti con moderato rischio di colesterolo“.

Fonte:
http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1559827607309130