Qual è il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione del diabete di tipo 2?

Qual è il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione del diabete di tipo 2?
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Il diabete mellito è una patologia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. Secondo stime attuali, si contano nel mondo circa 415 milioni di soggetti affetti da diabete mellito e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040.

Il diabete

Il diabete di tipo 1 (detto anche insulino-dipendente) e 2 (detto anche non-insulino-dipendente) sono le forme più note e frequenti, e sono completamente diverse dal punto di vista eziologico e patogenetico.

Il diabete di tipo 1 è la conseguenza di una reazione autoimmune di distruzione delle cellule deputate alla produzione di insulina, determinando una carenza insulinica assoluta. L’insulina è uno tra i principali ormoni prodotti dal pancreas ed è fondamentale per il metabolismo del glucosio infatti ne permette il passaggio all’interno delle cellule ed il successivo utilizzo come fonte energetica da parte dell’organismo. I principali fattori di rischio del diabete di tipo 1 sono principalmente riconducibili a:

– parenti di primo grado (ad esempio genitori o fratelli) con la stessa patologia

– eventuali malattie autoimmuni.

La forma di tipo 2 è invece provocata da un deficit parziale nella secrezione insulinica che, nonostante progredisca nel tempo, non causa mai una totale carenza dell’ormone. Questa si instaura spesso su una condizione di insulino-resistenza, riconducibile a diversi fattori di rischio come:

– avere casi della stessa patologia tra parenti di primo grado

– conduzione di uno stile di vita non corretto.

All’interno di quest’ultimo si inseriscono l’abitudine al fumo di sigaretta, uno stile di vita sedentario e una errata alimentazione, i quali a loro volta possono causare nel tempo aumento di peso corporeo,  ipertensione, bassi livelli di colesterolo HDL e un’elevata concentrazione circolante di trigliceridi.

La prevenzione

Nonostante siano state condotte molte ricerche, al momento non si può affermare che il diabete di tipo 1 possa essere prevenuto seguendo un particolare stile di vita o mediante l’assunzione di alcune tipologie di farmaci. Per la forma di tipo 2 invece, la conduzione di uno stile di vita sano e attivo, all’interno del quale si inserisce una corretta alimentazione, rappresenta una delle strategie che potrebbe ridurre il rischio di insorgenza di questa patologia.

Alimentazione

Le raccomandazioni nutrizionali per il soggetto diabetico non differiscono da quelle per la popolazione generale, per cui risulta importante incoraggiare l’aderenza ad un’alimentazione ricca di fibre, povera di grassi, in special modo di origine animale, e bilanciata nelle calorie assunte, prestando allo stesso tempo attenzione anche alla qualità dei carboidrati assunti con gli alimenti. Secondo la IV versione aggiornata dei Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia (LARN) per la popolazione italiana, redatta dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU, 2014), per il mantenimento di un buono stato di salute è raccomandato il consumo giornaliero di due porzioni sia di verdura che di frutta fresca, rispettivamente pari a 200 e 150 g ciascuna. Per la pasta ed i cereali in chicco (come riso, orzo e farro) è consigliato il consumo di una porzione (pari a 80 g) in occasione di ogni pasto principale, privilegiando la versione integrale, da sostituire eventualmente con una di pane, pari invece a 50 g. Numerosi studi sono stati condotti al fine di correlare l’effetto legato al consumo di alimenti tipicamente consumati sulle tavole dei Paesi a Dieta Mediterranea e la riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Il consumo regolare di alimenti ricchi in fibra e composti fenolici tra cui cereali integrali, verdura e frutta fresca, contestualizzato all’interno di uno stile di vita sano e attivo, è stato dimostrato avere numerosi effetti positivi sul profilo metabolico, come una riduzione della concentrazione a digiuno di glucosio e colesterolo nel sangue, oltre che esercitare attività anti-infiammatoria e anti-ossidante in soggetti ad elevato rischio di diabete di tipo 2. I risultati derivati da uno studio di coorte hanno indicato come il consumo di fibra insolubile, di cui i cereali integrali sono ricchi, possa ridurre fino al 30 % il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Non bisogna dimenticare però che, rimanere fedeli a scelte alimentari consapevoli, deve essere sempre inserito all’interno di un corretto stile di vita, tra cui rientrano a pieno una regolare attività fisica, l’astensione al fumo di sigaretta, bere abbondante acqua e limitare il consumo di alcool.

La ricetta consigliata: https://www.dottoriesapori.it/ricette/insalata-di-cereali-gourmet/

Fonti bibliografiche

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Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia (LARN) per la popolazione italiana. IV Revisione. 2014. Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). SICS Editore, Milano.

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Dott. Giuseppe Di Pede, Tecnologo alimentare