Aspirina e prevenzione: usarla fa bene al cuore?

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Aspirina e prevenzione: usarla fa bene al cuore?

La Siprec fa il punto sull’uso dell’aspirina in prevenzione primaria per le malattie cardiovascolari e tumori, sostenendo che servirebbe una carta di rischio per valutarne i rischi e i benefici. 

Negli ultimi 30 anni in Italia la mortalità per cardiopatia ischemica si è ridotta del 63% e quella per ictus del 70% grazie ad uno stile di vita più salutare e delle terapie utilizzate in fase acuta, in prevenzione secondaria e primaria

La prevenzione cardiovascolare in Italia è dunque una storia di successo e l’aspirina è uno dei protagonisti indiscussi: usata finora con beneficio in prevenzione secondaria, gli esperti si chiedono se i tempi siano maturi per un suo utilizzo anche in prevenzione primaria. L’obiettivo? Proteggere dalle malattie cardiovascolari, ma forse anche dai tumori. Senza dimenticare il rovescio della medaglia, cioè il rischio di sanguinamenti. E per guidare i medici nelle decisioni di tutti i giorni, in attesa delle linee guida, una soluzione potrebbe essere l’adozione di una carta o di un punteggio per il calcolo del rapporto rischio/beneficio cardiovascolare ed oncologico integrato. A suggerirlo è la Società Italiana per la Prevenzione Cardio-vascolare (Siprec) in un recente position statement presentato recentemente a Napoli.

Malattie cardiovascolari: le statistiche italiane

In Italia la mortalità totale in poco più di 30 anni si è dimezzata (-51% tra il 1980 e il 2013) e le malattie cardiovascolari sono quelle che più hanno contribuito a questo successo (- 63% la mortalità per cardiopatia ischemica; -70% mortalità per malattie cerebro-vascolari). Le malattie cardiovascolari rappresentano tuttavia ancora la principale causa di morte per gli italiani. I dati ISTAT nel 2013 evidenziano che queste patologie contribuiscono per il 37% alla mortalità totale (41% nelle donne e 34% negli uomini); le malattie ischemiche del cuore determinano il 12% della mortalità totale (11% nelle donne, 13% negli uomini) e quelle cerebrovascolari il 10% (11% nelle donne e 8% negli uomini). Un problema “emergente” è rappresentato dallo scompenso cardiaco, che spesso costituisce un’evoluzione della cardiopatia ischemica e che è causa ormai di oltre la metà dei ricoveri per malattie cardiovascolari

L’aspirina nella prevenzione

L’aspirina è molto più che un farmaco. È un monumento alla prevenzione, sia in ambito cardiovascolare, che dei tumori. Come per tutti i farmaci tuttavia, è necessario valutare con attenzione il rapporto beneficio-rischio. E i rischi nel caso dell’aspirina si traducono essenzialmente nei sanguinamenti a livello gastro-intestinale e cerebrale. Mentre nel caso della prevenzione secondaria di eventi cardio e cerebrovascolari (infarti e ictus) il ruolo protettivo dell’aspirina e la sua supremazia sul rischio di sanguinamenti è indiscusso, gli studi clinici non hanno ancora dato un verdetto definitivo sull’opportunità di usare l’aspirina nella prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari. Anche sul fronte dei tumori, sebbene le evidenze scientifiche suggeriscano un ruolo protettivo dell’aspirina (soprattutto contro il tumore del colon), non esistono ancora prove certe al riguardo.

Cosa succede nella pratica clinica quotidiana

Nella pratica clinica tuttavia sempre più di frequente l’aspirina viene prescritta in prevenzione primaria, in maniera ‘off label’. In questa sorta di “limbo” nel quale mancano ancora prove certe di un beneficio nettamente superiore ai rischi, la comunità scientifica suggerisce di valutare caso per caso se iniziare o meno la terapia con aspirina in un’ottica di prevenzione primaria integrata (cardiologica e oncologica). 

«La creazione di una carta o di un punteggio per il calcolo del rapporto rischio/beneficio cardiovascolare ed oncologico integrato – afferma il professor Massimo Volpe, presidente eletto della Siprec – sarebbe quindi fortemente auspicabile e potrebbe costituire uno strumento di fondamentale importanza a disposizione del clinico, in attesa che gli studi prospettici (sono 5 quelli attualmente in corso che stanno vagliano il ruolo dell’aspirina in prevenzione primaria , tra i quali ACCEPT-D, ASCEND, ARRIVE, ASPREE) siano in grado di chiarire il duplice ruolo combinato dell’aspirina nella prevenzione di patologie cardio-vascolari e neoplastiche».

Fonti:
SIPRECwww.siprec.it