Capacità di concentrazione e grassi saturi: il legame

0
121
Capacità di concentrazione e grassi saturi: il legame

Una nuova ricerca suggerisce che mangiare un solo pasto ricco di grassi saturi può ostacolare la nostra capacità di concentrazione.

Cos’è un grasso saturo?

I grassi saturi non hanno doppi legami nella loro struttura chimica, sono dunque “saturi” di atomi di idrogeno. 

Si trovano in una varietà di alimenti, come:

  • Carne animale tra cui manzo, pollame, maiale
  • Alcuni oli vegetali come  l’olio di cocco
  • Prodotti caseari tra cui formaggio, burro e latte
  • Carni trasformate come bologna, salsiccia, hot dog e pancetta
  • Snack confezionati come cracker, patatine, biscotti e pasticcini

L‘apporto di grassi saturi non dovrebbe mai superare il 5-6% dell’apporto calorico giornaliero.

Perché limitare i grassi saturi nella dieta?

Alcuni studi hanno dimostrato che il consumo di una grande quantità di grassi saturi aumenta il livello di colesterolo LDL (cattivo) e, quindi, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Una nuova ricerca evidenzia il legame cibo grasso-cervello

Un nuovo studio ha confrontato il modo in cui 51 donne hanno svolto un test, che misurava la loro attenzione, dopo aver mangiato un pasto ricco di grassi saturi o lo stesso pasto condito con olio di semi di girasole, ricco di grassi insaturi. Entrambi i menù avevano 930 calorie e sono stati progettati per imitare il contenuto di cibo fast food come un doppio hamburger con formaggio e patatine medie.

Le donne che hanno fatto il test dopo aver mangiato un pasto ricco di grassi saturi hanno riscontrato un calo della concentrazione dell’11% rispetto a quando avevano mangiato un pasto contenente un grasso più sano, segnalando un legame tra cibo grasso e cervello

Anche ricerche precedenti hanno suggerito che il cibo ricco di grassi saturi può far aumentare l’infiammazione in tutto il corpo, e probabilmente anche nel cervello perchè gli acidi grassi possono attraversare la barriera emato-encefalica.

Consigli alimentari per un cervello in salute

Vediamo le linee guida per una corretta alimentazione, suggerite dall’Humanitas:

  • Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. Consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
  • Largo a frutta e vegetali, non dimenticando di inserire nel menù quotidiano 2-3 porzioni di verdure e 2 di frutta.
  • Il pesce è il benvenuto. Il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Mentre il consumo di molluschi e crostacei, non deve essere superiore a una volta la settimana.
  • Da evitare, quindi, burro, lardo e strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva.
  • Quanto ai metodi di cottura vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti – come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura al microonde o la grigliatura – e scoraggiato l’impiego della frittura in padella o nella friggitrice.


Fonti:
https://news.osu.edu/our-ability-to-focus-may-falter-after-eating-one-meal-high-in-saturated-fat/
https://academic.oup.com/ajcn/advance-article-abstract/doi/10.1093/ajcn/nqaa085/5835679