Come le cellule staminali aiutano a riparare il cuore infartuato

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Come le cellule staminali aiutano a riparare il cuore infartuato

Si sta diffondendo l’utilizzo di cellule staminali per aiutare i pazienti a riprendersi dopo un infarto. L’idea era che aiutassero a ricostruire il tessuto cardiaco danneggiato. Un recente studio pubblicato su Nature dimostra che non è così. Nonostante ci siano benefici.

Le cellule staminali iniettate nel cuore non favoriscono la ricostruzione di tessuto cardiaco danneggiato. Tuttavia danno un beneficio in quanto innescano una risposta immunitaria che rafforza la cicatrice e fa battere più forte il cuore. Sono i risultati di uno studio pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Studio realizzato a Cincinnati, in USA, presso il Cincinnati Children’s Hospital Medical Center.

L’utilizzo delle cellule staminali per la cura degli infartuati

Tra le conclusioni a cui sono pervenuti i ricercatori c’è quella sull’utilità di initettare le cellule staminali direttamente nel cuore e non nel flusso sanguigno. Questo infatti sembra dare maggior efficacia.

Il dibattito sull’utilità ed efficacia dell’utilizzo di cellule staminali dopo un infarto è ancora molto acceso e controverso.

Gli attacchi di cuore si verificano quando un’arteria coronaria si blocca facendo così “morire di fame” per carenza di ossigeno ossigeno, una porzione del muscolo cardiaco. L’area danneggiata, un po’ come avviene in altre parti del corpo, successivamente guarisce con una cicatrice, il che significa che il cuore non sarà più in grado di pompare così bene come faceva prima. 

Questa condizione, nei casi gravi, può portare ad un accumulo di liquidi nei polmoni e mancanza di respiro, il classico arresto cardiaco.

Per decenni, il pilastro del trattamento di queste condizioni sono stati i farmaci, che ripristinano la normale funzione cardiaca almeno nel 40% dei pazienti.

Più recentemente la ricerca ha guardato alle cellule staminali. Queste vengono prelevate dal cuore o dal midollo osseo del paziente e poi vengono state iniettate nel flusso sanguigno nella speranza che si dirigano verso il cuore e formino un nuovo muscolo cardiaco. Non più cicatriziale ma perfettamente funzionante.

Ancora poche evidenze sull’efficacia delle staminali in ambito cardiologico

Nonostante numerosi studi l’evidenza del beneficio dell’utilizzo delle staminali in cardiologia è ancora scarsa. La Società Europea di Cardiologia ha recentemente concluso che “la promessa iniziale della terapia cellulare non è stata ancora mantenuta”.

Tuttavia nonostante neanche la Food and Drug Administration, l’ente regolatorio americano per i farmaci, abbia approvato l’utilizzo di staminali in ambito cardiaco, esistono solo in USA 61 società che offrono tali trattamenti; a rischio e pericolo dei pazienti che decidono di procedere in tal senso.

Per questa ragione i ricercatori americani hanno ritenuto necessario fare ulteriori approfondimenti scientifici. 

I risultati dello studio: staminali si, ma solo per una ragione specifica

Quello che i ricercatori hanno scoperto alla fine dello studio realizzato su topi è che le cellule staminali non stavano formando un nuovo muscolo cardiaco. Invece stavano innescando un afflusso di cellule immunitarie, le cellule soldato che combattono le infezioni ma guariscono anche le lesioni.

Queste cellule immunitarie, chiamate macrofagi, stavano trasformando la cicatrice del cuore, migliorando le caratteristiche della cicatrice.

“La risposta immunitaria innata ha alterato in modo acuto l’attività cellulare attorno all’area del cuore ferito, in modo che guarisse con una cicatrice più ottimizzata e con migliori proprietà contrattili”, ha affermato il dott. Molkentin, coordinatore dello studio.

In conclusione i ricercatori sostengono che ci possa essere una prospettiva positiva nell’inettare le cellule staminali direttamente sul cuore umano, infatti come spiega Molkentin  “La maggior parte degli studi fino ad oggi realizzati sono stati progettati in modo errato perché infondevano le cellule nel sistema vascolare. I nostri risultati mostrano che il materiale iniettato deve andare direttamente nel tessuto cardiaco, a fianco della regione [danneggiato] dell’infarto. Qui è dove sta avvenendo la guarigione e dove i macrofagi possono esercitare la loro magia. “

Fonti:

https://www.nature.com/articles/s41586-019-1802-2

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2728902

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0033062017300634

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5866934/

https://academic.oup.com/eurheartj/article/37/23/1789/1748947

https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2645145