Il colesterolo influenza il microbiota intestinale, lo studio

Il colesterolo influenza il microbiota intestinale, lo studio
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I livelli di colesterolo possono modificare la biodiversità del microbiota intestinale.

Ecco ciò che è emerso dallo studio pubblicato sulla rivista MicrobiologyOpen ed effettuato da Tao Bo dell’Università di Shandong (Cina)

Come il colesterolo influenza il microbiota intestinale? Lo studio

Recenti studi hanno fornito intuizioni meccanicistiche sugli effetti del microbiota sul metabolismo del colesterolo, ma meno attenzione è stata data a come il colesterolo influisce sul microbiota intestinale.

In questo studio, i topi sono stati rispettivamente, assegnati a due gruppi di condizioni dietetiche (dieta normale e colesterolo alto).

Dettagli dello studio

È stato estratto e sequenziato l’rDNA dai campioni fecali mediante sequenziamento ad alto rendimento per determinare le differenze nella composizione del microbioma.
I dati sono stati raccolti e sono state eseguite analisi di diversità e analisi filogenetica.
Per lo studio Tao Bo e i suoi colleghi, poiché hanno associato una dieta ad elevato indice di colesterolo con alterazioni genetiche nella sua via metabolica, sono stati in grado di approfondire il rapporto di causalità e correlazione tra i disordini dell’apporto e della trasformazione del colesterolo sia esogeno, cioè proveniente dalla dieta, sia endogeno, prodotto soprattutto a livello del sangue, e lo status del microbiota intestinale.

Colesterolo alto e microbiota: i risultati

L’influenza del colesterolo sul microbiota intestinale è stata discussa utilizzando il trattamento dietetico del colesterolo come fattore di disturbo del colesterolo esogeno e modificazione genetica come fattore di disturbo metabolico endogeno.

Le variazioni microbiche relative sono state confrontate per illustrare la causalità e la correlazione del colesterolo e del microbiota intestinale. Si è scoperto che confrontando i topi geneticamente modificati, l’assunzione di colesterolo esogeno può giocare un ruolo più efficace nel modificare il profilo del microbiota intestinale, sebbene il livello di colesterolo nel siero dei topi geneticamente modificati fosse ancora più alto.

L’abbondanza relativa di alcune specie batteriche ha mostrato che le discrepanze dovute alla variazione dietetica erano più evidenti, mentre alcune specie a bassa abbondanza sono cambiate a causa di disordini genetici.

Le conclusioni

I risultati dello studio hanno parzialmente dimostrato che il microbiota intestinale è relativamente più sensibile alle variazioni dietetiche.

Tuttavia, considerando l’importante effetto dei batteri nel metabolismo del colesterolo, l’influenza sulla flora intestinale da “disturbo del colesterolo causato geneticamente” non può essere trascurata.

Nel futuro

Nonostante siano necessari ulteriori studi per confermare i risultati, la manipolazione del microbiota intestinale potrebbe essere un obiettivo efficace per prevenire disordini metabolici correlati al colesterolo.

Fonte:

Microbioma.it
Ncbi.it