Insufficienza cardiaca: è possibile percepire il rischio dalla voce dei pazienti

Insufficienza cardiaca: è possibile percepire il rischio dalla voce dei pazienti

Uno studio sulla telemedicina ha rivelato che dalle impronte vocali dei pazienti cardiologici si può percepire il fattore di rischio e la necessità di un ricovero.

Un gruppo di scienziati Israeliani dello Sheba Medical Center Hospital-Tel Hashomer di Ramat Gan ha scoperto che determinati segnali acustici rilevati durante conversazioni telefoniche tra pazienti e infermieri possono aiutare gli operatori sanitari ad identificare persone con insufficienza cardiaca potenzialmente a rischio e velocizzare così le pratiche per un loro ricovero.

La telemedicina

Vediamo in questo caso un ulteriore utilizzo della telemedicina, ovvero l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza. 

Nell’ambito della diagnostica clinica, è possibile per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso posto del medico, attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici.

Se, da un lato, esistono dati e opinioni contrastanti sul ruolo e sull’efficacia della telemedicina nei pazienti con insufficienza cardiaca, dall’altro gli autori dello studio ritengono questo strumento estremamente utile perché consente di identificare precocemente gli individui a rischio.

I tempi d’attesa per accedere ad esami particolari o visite mediche specialistiche sono spesso molto lunghi e mettono a serio rischio la vita dei pazienti che, con questa tecnica, sarebbero immediatamente presi in carico.

Lo studio

Per lo studio, che è stato svolto presso un ospedale che offre servizi di telemedicina a pazienti affetti da diverse condizioni croniche, sono state testate registrazioni di conversazioni telefoniche con 8.316 persone sane e con 2.267 soggetti con problemi cardiaci dell’età media di 77 anni, di cui il 63% uomini.

Gli scienziati hanno utilizzato strumenti non invasivi, come i biomarcatori vocali, rilevando 223 caratteristiche acustiche particolari che hanno consentito di individuare dei pazienti a rischio.

I biomarcatori vocali possono essere incorporati in qualsiasi smartphone o telefono fisso per la valutazione del rischio dei pazienti con scompenso cardiaco. Inoltre, secondo gli autori, il nervo vago, che partecipa alla produzione vocale, è fondamentale per il controllo autonomo del cuore e costituisce un possibile legame tra voce e scompenso cardiaco.

Tuttavia poiché i dati ufficiali dello studio non sono ancora disponibili serviranno ulteriori studi per ufficializzare le caratteristiche e l’efficacia del biomarcatore vocale che però in passato fu già collegato a disturbi come la dislessia, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e il morbo di Parkinson.


Fonti:

https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/JAHA.119.013359

https://it.wikipedia.org/wiki/Telemedicina