Ossa fragili: una questione anche di colesterolo

Ossa fragili: una questione anche di colesterolo

Il colesterolo LDL influenza non soltanto la salute cardiovascolare, ma anche lo stato del nostro scheletro, che rende più debole e a rischio osteoporosi. 

Una dieta varia, misurata, senza eccessi ma completa è senza dubbio una soluzione per ottenere il maggior beneficio dal cibo: è necessario che fin da bambini si segua un’educazione alimentare corretta e costante in modo da poter evitare in età adulta l’insorgere di diverse malattie.

Un’importanza particolare va posta alle ossa. Da giovani non pensiamo al nostro scheletro e ai suoi movimenti e non ci rendiamo conto che grazie a un apporto alimentare completo possiamo evitare un problema socio sanitario che oggi ha purtroppo una rilevanza molto forte: si tratta infatti dell’osteoporosi.

Cos’è l’osteoporosi

L’osteoporosi (letteralmente “osso poroso”) è la manifestazione patologica di un processo fisiologico in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza causata da diversi fattori: nutrizionali, metabolici o patologici, oltre che dal patrimonio genetico.

Nessun vorrebbe mai avere una qualità dell’osso tanto scadente da rischiare, semplicemente passeggiando, di poterselo rompere.

Infinite sono le modalità per assumere calcio in quantità adeguate con la dieta: oggi si può essere vegetariani, vegani, intolleranti a determinati alimenti e comunque riuscire a fornire al nostro corpo la quantità di calcio necessaria giornaliera per avere delle ossa sane.

Ossa e colesterolo

Qualcosa che invece non tutti sanno è come mai a un paziente che ha una dieta sana e varia il medico possa richiedere il dosaggio del colesterolo come parametro in più per valutare lo stato qualitativo delle sue ossa. Da qualche anno ormai numerose ricerche studiano quanto la quantità di LDL sia associabile con la scarsa capacità dell’osso di avere una corretta densità.

Tale scoperta è stata messa in relazione con il mangiar bene, ma a volte esagerare a tavola potrebbe portare una maggior produzione e accumulo di LDL nel corpo e favorire così un processo infiammatorio. Un eccesso di LDL, quindi, non solo nuoce solo alla salute delle arterie e del sistema circolatorio ma anche ad altri tipi di organi o tessuti come all’apparato osteoarticolareScatenando una “subdola” risposta infiammatoria, bassa ma costante nel tempo, eccessi di LDL portano alla riduzione nella capacità dell’osso non solo di accumulare il calcio (assunto attraverso la dieta) ma anche di limitare il rimodellamento dello stesso: caratteristica unica e fondamentale che l’apparato osteo articolare deve avere per poter “sorreggere” il peso di ogni nostra giornata.

Dott.ssa Martina Laccisaglia
Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

Fonte:
Lucia S. Graham, Farhad Parhami, Yin Tintut, Christina M.R. Kitchen, Linda L. Demer, Rita B. Effros: “Oxidized lipids enhance RANKL production by T lymphocytes: Implications for lipid-induced bone loss”, Clinical Immunology (2009)