I paradossi della ricerca: Il “colesterolo cattivo” fa sempre male?

0
147
I paradossi della ricerca: Il

Il colesterolo cattivo (LDL), bersaglio preferito dalle statine, aiuta a vivere più a lungo tutti coloro che hanno passato i 60 anni.

 

Questo è quanto rivelato da un gruppo di ricercatori di diverse istituzioni mediche e accademiche, tra cui l’Harvard Medical School.

Gli over 60 che hanno alti livelli di colesterolo LDL sono meno soggetti a sviluppare malattie fatali quali cancro, problemi respiratori e gastrointestinali e malattie cardiache, tutto ciò che si è soliti associare al colesterolo cattivo.

 

Questo perché fino ad ora la medicina ha equivocato la funzione del colesterolo cattivo LDL. Molto lontano dall’essere un grasso che ostruisce le vene, sembra che sia proprio il colesterolo LDL a contrapporsi ai micro-organismi che causano queste malattie fatali.

 

I risultati della ricerca

I ricercatori hanno stimato il rapporto tra mortalità e livelli di colesterolo cattivo di 68.096 persone over 60, scoprendo che l’80% di coloro che vivono più a lungo sono gli stessi che hanno fatto registrare alti livelli di colesterolo LDL. Al contrario, le persone con livelli di colesterolo più bassi hanno maggiori probabilità di morire prima.

 

I ricercatori riconoscono la relazione tra livelli di colesterolo totale e malattie cardiache nella popolazione giovane, tuttavia la prospettiva cambia quando vengono raggiunti i 60 anni, l’età esatta in cui la sanità pubblica consiglia l’assunzione quotidiana di statine come protezione da queste malattie.

 

Leggi qui la ricerca:

Lack of an association or an inverse association between LDL and mortality in the elderly