L’ecografia personalizzata per aiutare a ridurre il rischio cardiovascolare

L’ecografia personalizzata per aiutare a ridurre il rischio cardiovascolare
Tempo di lettura: 2 minuti

Condividere scansioni personalizzate che mostrano l’estensione dell’aterosclerosi si traduce in un rischio più basso di malattie cardiovascolari un anno dopo.

Ecco il risultato del nuovo studio pubblicato su The Lancet.

Prevenire le malattie cardiovascolari, il contesto

Smettere di fumare, fare attività fisica, assumere farmaci per prevenire le malattie cardiovascolari sono tra gli interventi più evidenti ed economicamente efficaci in ambito sanitario.

“Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in molti Paesi e, nonostante le numerose prove degli efficaci metodi di prevenzione grazie ai farmaci e ai cambiamenti dello stile di vita, l’aderenza è bassa“, afferma il professor Ulf Näslund, Università di Umeå (Svezia).

E aggiunge: Le informazioni da sole raramente portano a cambiamenti del comportamento e dello stile di vita. I  punteggi di rischio infatti, nonostante usati ampiamente, sembrano essere troppo astratti e quindi non abbastanza utili a stimolare comportamenti appropriati.

Come modificare lo stile di vita: ecco lo scopo dello studio

“Questo studio dimostra il potere di utilizzare immagini personalizzate di aterosclerosi come uno strumento per sollecitare potenzialmente cambiamenti di comportamento e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari“.

Dettagli dello studio

Per lo studio sono stati incluse 3532 persone di età compresa tra i 40 e i 60 anni con uno o più fattori di rischio cardiovascolare. Il campione ha preso parte al programma di prevenzione cardiovascolare della Contea di Västerbotten (Svezia) ed è stato sottoposto a indagini vascolari ad ultrasuoni sulle arterie carotidi. La metà (1749) è stata scelta in modo casuale per ricevere le immagini personalizzata che mostrano l’estensione dell’aterosclerosi.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a prelievo di sangue, studio dei fattori di rischio clinico e valutazione ecografica per lo spessore della parete media intima carotidea e la formazione della placca.

Ogni persona nel gruppo di intervento ha ricevuto una rappresentazione con immagini della formazione della placca nelle loro arterie e un misuratore che va dal verde al rosso per illustrare la loro età biologica rispetto alla loro età cronologica. Hanno poi ricevuto una chiamata da un’infermiera dopo 2-4 settimane per rispondere a qualsiasi domanda. Le stesse rappresentazioni sono state mostrate anche al medico di base di ognuno. Entrambi i gruppi hanno ricevuto informazioni sui loro fattori di rischio cardiovascolare e un dialogo motivazionale sulla salute per promuovere uno stile di vita più sano e, se necessario secondo le linee guida cliniche, un trattamento farmacologico.

Chi ha ricevuto miglioramenti del colesterolo maggiori? I risultati

A un anno di follow up, sono stati osservati miglioramenti per il colesterolo totale e LDL in entrambi i gruppi, ma la riduzione è stata maggiore nel gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo. È stato anche notato un effetto graduale, più forte però per chi aveva ricevuto risultati peggiori.

Le considerazioni

“Le differenze a livello di popolazione erano modeste, ma importanti, e l’effetto era maggiore tra quelli a più alto rischio di malattie cardiovascolari, il che è incoraggiante.Il nostro approccio ha integrato un’ecografia e una chiamata di follow-up con un infermiere in un programma di screening già stabilito, il che significa che i nostri risultati sono molto importanti per la pratica clinica “, afferma il prof Näslund.

È importante sottolineare che l’effetto dell’intervento non differisce dal livello di istruzione, suggerendo che questo tipo di comunicazione del rischio potrebbe contribuire a ridurre il divario sociale nella salute.

Nel futuro

Sono necessarie ulteriori ricerche per capire se i risultati sono sostenibili oltre un anno e se l’intervento porterà a una riduzione delle malattie cardiovascolari a lungo termine.

Fonti:
https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0140673618328186
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(18)33079-4/fulltext

Credit photo:People image created by Freepik