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L’ipercolesterolemia potrebbe ridurre le probabilità di demenza

L’ipercolesterolemia potrebbe ridurre le probabilità di demenza
Tempo di lettura: 3 minuti

Le persone di età superiore a 85 anni con alti livelli di colesterolo hanno un rischio ridotto di declino cognitivo.

Ecco ciò che è emerso secondo un nuovo studio che ha esaminato i dati esistenti dal Framingham Heart Study.

Questo risultato significa che avere il colesterolo alto in età avanzata può prevenire l’insorgere della demenza?

Un breve ripasso: la differenza tra colesterolo buono e cattivo

Il colesterolo è una sostanza cerosa prodotta dal fegato che si trova anche in molti alimenti. Viene trasportato nel corpo attraverso il sangue dalle lipoproteine.

Queste lipoproteine sono classificate in base alla loro densità.

  • Il colesterolo a bassa densità di lipoproteine (LDL) viene spesso chiamato colesterolo “cattivo”, in quanto contribuisce ad accumulo di grasso nelle arterie.
  • Il colesterolo ad alta densità di lipoproteine (HDL) invece, è spesso indicato come colesterolo “buono”poiché trasporta il colesterolo lontano dalle arterie e torna al fegato.

Le diverse forme sono indicate insieme come colesterolo totale.

Il colesterolo e la malattia coronarica

Il colesterolo è essenziale per il normale funzionamento delle cellule in tutto il corpo umano, ma è legato anche alla malattia coronarica. 

È interessante notare che la ricerca ha dimostrato che il colesterolo è coinvolto in una perdita della funzione cognitiva. La funzione cognitiva include i processi mentali come attenzione, velocità di elaborazione, apprendimento e memoria. La demenza, compresa la malattia di Alzheimer, si verifica quando queste funzioni diminuiscono significativamente più di quanto ci si aspetterebbe con il normale invecchiamento.

Il colesterolo alto e l’Alzheimer

Mentre gli studi in questo campo mancano di coerenza, ci sono prove che avere il colesterolo alto durante la mezza età aumenta il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Inoltre l’alipoproteina E, una proteina che funge da vettore di colesterolo nel cervello, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di Alzheimer tardivo.

Cosa ha scoperto il nuovo studio

Il nuovo studio ha confrontato la funzione cognitiva in persone di diverse età. Il team di ricerca ha esaminato i dati esistenti dal Framingham Heart Study, uno studio cardiovascolare sui residenti di Framingham, nel Massachusetts.

I ricercatori hanno valutato una varietà di valori di colesterolo totale, tra cui colesterolo totale “midlife”, colesterolo totale “di fine vita”, colesterolo totale medio a partire dalla mezza età e variazione del colesterolo a partire dalla mezza età.

La mezza età ha circa 40 anni e la tarda età intorno ai 75 anni.

Lo scopo dello studio

Il team ha valutato se il marcato declino cognitivo era associato a uno qualsiasi dei valori di colesterolo misurati. Hanno anche studiato se queste associazioni sono cambiate a seconda dell’età in cui è stata effettuata la valutazione cognitiva.

I risultati

Lo studio ha mostrato che diversi valori di colesterolo, compresi i livelli di colesterolo alti dopo la mezza età, erano associati ad un aumentato rischio di un marcato declino cognitivo. Tuttavia, con l’aumentare dell’età delle persone studiate, alcune di queste associazioni sono state ridotte o invertite.

In particolar modo, nei soggetti di età compresa tra 85 e 94 anni, un livello di colesterolo totale medio alto era associato a un rischio ridotto di marcato declino cognitivo. Questo risultato è in contrasto con entrambi i gruppi di età più giovani in questo studio, e con altri studi in cui il colesterolo midlife è stato associato ad un aumentato rischio di declino cognitivo.

Che cosa significa questo nuovo risultato in termini reali?

È improbabile che un alto colesterolo totale di per sé sia ​​effettivamente buono per le funzioni cognitive a 85 anni di età. Ciò significa che probabilmente non è saggio tentare di aumentare il colesterolo o interrompere l’assunzione di farmaci che riducono il colesterolo.

I limiti dello studio

Prendendo in considerazione i risultati di altri studi, è quasi certo che le persone in questo studio, di età pari o superiore a 85 anni, avevano fattori protettivi aggiuntivi sconosciuti che impedivano loro di subire un declino cognitivo marcato.

Finché questi fattori non saranno identificati, è impossibile sapere se il colesterolo è un marker di questi fattori aggiuntivi, per ora il colesterolo rimane un argomento intrigante e controverso.

La verità sta nel mezzo

Sebbene il colesterolo abbia delle funzioni positivi, vale sempre il detto che la virtù sta nel mezzo. Quindi il colesterolo non va né demonizzato né esaltato. È importante ricordare che il controllo dei livelli di colesterolo è uno dei principali strumenti di prevenzione. La combinazione tra la Monacolina K contenuta nel riso rosso fermentato e gli integratori è una valido aiuto per regolarlo in modo naturale.

 Fonti:

https://heartuk.org.uk/health-and-high-cholesterol

http://www.heart.org/HEARTORG/Conditions/Cholesterol/HDLLDLTriglycerides/HDL-Good-LDL-Bad-Cholesterol-and-Triglycerides_UCM_305561_Article.jsp#.WqZEF2ah0_V

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4513492/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2814023/

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnmol.2017.00319/full

https://www.framinghamheartstudy.org

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22269162