La preghiera può essere un’efficace integrazione alla medicina?

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La preghiera può essere un’efficace integrazione alla medicina?

 

L’interesse per la medicina alternativa o complementare è in rapida crescita e la preghiera “terapia” rientra in questa categoria.

Pregare è da sempre stata la risposta comune alla malattia delle persone che amiamo. In alcune società e tra alcuni gruppi religiosi, la preghiera è ritenuta persino più importante dell’intervento medico.

Tuttavia questa “terapia” raramente è stata sottoposta a controlli scientifici e la ricerca di Byrd è un esempio.

 

Ricerca, metodo e risultato

Nel 1988 Byrd, cardiologo presso l’ospedale Saint Alphonsus-USA e autore della ricerca “Positive Therapeutic Effects of Intercessory Prayer in a Coronary Care Unit Population”, ha pubblicato i risultati di un esame svolto su 393 pazienti ammessi ad un centro di cura coronarica (CCU) a San Francisco, California.

Lo scopo dello studio era quello di determinare se la preghiera rivolta ai pazienti cardiopatici ricoverati in ospedale potesse ridurre le complicazioni della malattia (minor numero di nuove malattie, visite mediche, ricoveri,  giorni di ricovero in ospedale, inferiore punteggi di gravità di malattia, miglioramento punteggi di umore) e la durata della terapia.

Ciò che è emerso dalla ricerca è stato che i pazienti che hanno ricevuto quotidianamente preghiere per un periodo di quattro settimane, hanno avuto effetti benefici a livello terapico e di regressione della malattia, rispetto a coloro che hanno affrontato il ricovero senza ricevere preghiere.

 

Altri studi e conclusioni

Recentemente sono stati effettuati altri studi, tra cui quello di William S. Harris del Saint Luke’s Hospital, con lo scopo di replicare i risultati di Byrd.

Anche in questo caso è stata verificata l’ipotesi secondo cui i pazienti che ricevono inconsapevolmente preghiere hanno meno complicazioni rispetto a coloro che non ne ricevono.

La preghiera può davvero essere un’efficace integrazione alle cure mediche standard? Rimaniamo in attesa di altre incoraggianti risultati!

 

Fonte:

http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/485161

Per approfondire la ricerca completa di Byrd: Positive Therapeutic Effects of Intercessory Prayer in a Coronary Care Unit Population