Statine associate al miglioramento di una malattia polmonare rara

Statine associate al miglioramento di una malattia polmonare rara

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I ricercatori hanno scoperto che le statine, farmaci che abbassano il colesterolo, possono migliorare le condizioni delle persone con una malattia polmonare rara chiamata proteinosi alveolare polmonare autoimmune.

Proteinosi alveolare polmonare autoimmune: di cosa si tratta? 

La proteinosi alveolare polmonare autoimmune è una sindrome rara che colpisce 1 persona su 150.000 in tutto il mondo. La condizione deriva da un accumulo anormale di una sostanza oleosa costituita da colesterolo, fosfolipidi e proteine nelle sacche d’aria o alveoli dei polmoni. L’accumulo si verifica perché le cellule chiamate macrofagi alveolari, che normalmente aiutano a eliminare la sostanza, non funzionano correttamente. Quando i sacchi d’aria si intasano, i pazienti sviluppano mancanza di respiro e, potenzialmente, insufficienza respiratoria. Attualmente, l’unico trattamento è “lavaggio del polmone intero”, una procedura invasiva eseguita in anestesia che lava via l’accumulo di detriti dai polmoni.

La scoperta: le statine migliorano i marcatori della proteinosi alveolare polmonare 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha dimostrato che le statine stimolavano i macrofagi alveolari, le cellule responsabili dell’eliminazione del colesterolo e delle proteine ​​in eccesso. Successivamente i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che la terapia con statine ha migliorato i marcatori della proteinosi alveolare polmonare nei modelli dei topi.

Le statine sono una classe di farmaci che abbassano il colesterolo nel sangue e possono ridurre il rischio di infarto e ictus. Funzionano bloccando una sostanza necessaria per produrre il colesterolo.

Nel futuro 

Lo studio non ha definito la dose ottimale di terapia con statine o il tempo necessario per raggiungere il massimo miglioramento. I prossimi passi saranno la ricerca dei meccanismi specifici di azione, come le statine influenzano la malattia e il ruolo potenziale della terapia con statine nella proteinosi alveolare polmonare autoimmune. Gli studi clinici valuteranno inoltre la sicurezza relativa e l’efficacia potenziale delle statine nei pazienti.

Gli effetti collaterali delle statine 

Nonostante i benefici delle statine in questo studio, è d’obbligo ricordare come, seppur ottimi farmaci per combattere il colesterolo, portano rischi di effetti collaterali (principalmente dolori muscolari e problemi epatici), soprattutto perché sono farmaci che vanno assunti ogni giorno per tutta la vita.

Tali effetti collaterali delle statine condizionano spesso il buon esito della  cura dell’ipercolesterolemia legata al colesterolo cattivo.

Non si può infatti sostenere che una cura funzioni al 100% se porta effetti molto dolorosi e debilitanti. Per approfondire lo studio leggi qui » Le statine: alleate contro il colesterolo ma nemiche del corpo?

Riso rosso fermentato: una valida alternativa naturale 

Ecco perché è importante cercare di prevenire questa condizione sia con stili di vita corretta (e quindi alimentazione sane e regolare attività fisica) sia, nel caso ci si trovasse già in situazione di colesterolo alto, con integratori efficaci.

Un’ottima alternativa delle statine è quindi rappresentata dal riso rosso fermentato che ha una caratteristica che lo rende unico: contiene la Monacolina K.

La sua struttura è infatti in grado di inibire l’enzima chiave della biosintesi del colesterolo riducendo il colesterolo LDL in modo naturale.

Gli effetti positivi della Monacolina sono stati ampiamente dimostrati da numerosi studi clinici che ne hanno valutato l’azione.

Riso rosso fermentato e probiotici per potenziare i benefici 

Recenti ricerche spiegano inoltre che la Monacolina K, se combinata con i probiotici, può potenziare i benefici della riduzione del colesterolo. Si agisce su due fronti:

  • La monacolina K riduce la sintesi endogena del colesterolo nel fegato;
  • I probiotici riducono l’assorbimento del colesterolo proveniente dal cibo nell’intestino.

Leggi qui per approfondire lo studio: “C’è un legame tra l’insufficienza cardiaca e l’intestino”.

Tra gli altri, anche un recente studio clinico coordinato dal Dottor Magni, dimostra come la combinazione del probiotico Bifidobacterium Longum BB536, e di 10 mg di Monacolina K al giorno possa significativamente migliorare i livelli circolanti di colesterolo cattivo (-26%) in 12 settimane, senza effetti collaterali rilevanti, a differenza delle statine.

Fonti:
http://newsroom.ucla.edu/releases/statins-associated-with-improvement-of-rare-lung-disease
https://www.nature.com/articles/s41467-018-05491-z

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